Statua del Redentore Agrigento

Un simbolo di fede e devozione nella Settimana Santa agrigentina

Nel cuore della Settimana Santa di Agrigento, la Statua del Redentore rappresenta uno dei momenti più intensi e partecipati della processione mattutina del Venerdì Santo.

Nel 1932, Don Angelo Di Piazza, confrate e in seguito cappellano e direttore spirituale dell’Arciconfraternita del SS. Crocifisso, lanciò l’idea di commissionare una statua che raffigurasse Gesù mentre sale al Calvario portando la croce. L’iniziativa fu accolta con entusiasmo e il confrate Gerlando Cappadona, profondamente devoto, si fece carico dell’intera spesa per la realizzazione dell’opera.

La statua, scolpita in legno di cipresso dallo scultore leccese Giuseppe Malacore, giunse ad Agrigento il 29 settembre 1933. Dopo una breve permanenza nel Palazzo Vescovile, fu collocata nella cappella di San Giuseppe all’interno della Cattedrale, opportunamente adattata per accoglierla. Qui, il 17 febbraio 1934, Monsignor Peruzzo benedisse la statua, che da allora è divenuta un fulcro della devozione cittadina.

Alla base dell’opera è posta una targhetta commemorativa che ricorda:

“In ricordo del XIX centenario della umana redenzione questa statua del SS. Redentore, Gerlando Cappadona fu Giuseppe all’Arciconfraternita del SS. Crocifisso della sua diletta città natale sotto il rettorato del sac. dr. Angelo di Piazza e durante l’amministrazione dell’avv. Gerlando Costa. XIV settembre MCMXXXIII”.

La prima processione con la statua si svolse il 30 marzo 1934 e, da quel giorno, la sua presenza ha profondamente segnato l’identità spirituale della città. L’introduzione del Redentore in processione diede origine a una suggestiva tradizione ancora oggi molto sentita: bambini vestiti come Gesù, con la corona di spine e la croce sulle spalle, e bambine nei panni della Veronica con il volto di Cristo impresso su un velo, accompagnano il simulacro lungo il percorso penitenziale.

Questa rappresentazione, carica di simbolismo e pietà popolare, ha reso la Statua del Redentore un autentico patrimonio spirituale per Agrigento, incarnando la memoria viva della Passione di Cristo e l’amore della comunità per le proprie radici religiose.

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